(GIORNALE DELL'UMBRIA) - Perugia, 27 Marzo 2026 - Il Kuwait ha annunciato di aver sventato un presunto complotto contro i vertici dello Stato, attribuito a una rete ritenuta collegata a Hezbollah. L’operazione, condotta dal Ministero dell’Interno, sarebbe il risultato di un’intensa attività di sorveglianza e monitoraggio della sicurezza nazionale.
Secondo le autorità, sei sospetti sono stati arrestati nel Paese, tra cui cinque cittadini kuwaitiani e una persona privata della cittadinanza. Altri 14 individui coinvolti nella rete si troverebbero invece all’estero. Nel complesso, la struttura comprenderebbe cittadini kuwaitiani, individui con cittadinanza revocata, oltre a due cittadini iraniani e due libanesi.
Il Ministero ha dichiarato che il gruppo avrebbe pianificato operazioni di assassinio contro leader statali, oltre a reclutare nuovi membri per portare avanti attività ostili agli interessi nazionali. I sospetti, secondo quanto riferito, avrebbero ammesso il loro coinvolgimento e i contatti con membri dell’organizzazione, manifestando disponibilità a eseguire azioni contro la leadership del Paese.
Le indagini avrebbero inoltre rivelato che alcuni degli indagati hanno ricevuto addestramento militare avanzato all’estero, comprendente l’uso di armi ed esplosivi, tecniche di sorveglianza e modalità operative per attentati mirati.
Hezbollah non ha rilasciato commenti immediati sulle accuse, ma in precedenza ha respinto simili affermazioni definendole infondate. Negli ultimi giorni, le autorità kuwaitiane avevano già annunciato lo smantellamento di altre cellule sospettate di legami con il gruppo, con arresti e indagini che evidenziano un quadro di crescente tensione nella regione.
Le vicende si inseriscono in un contesto geopolitico delicato, con il Libano che in passato ha condannato accuse analoghe e lo stesso Hezbollah che continua a negare ogni coinvolgimento, parlando di dichiarazioni prive di fondamento.
